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IL SATIRO DANZANTE

La statua del Satiro Danzante

Grazie alla sua posizione geografica, che la poneva sin dall’antichità al centro delle rotte marittime del Mediterraneo, la Sicilia vanta fondali marini estremamente ricchi di reperti archeologici, a oggi in gran parte sconosciuti. E l’area di Mazara del Vallo non è da meno per importanza e posizione strategica.
Lo dimostra il ritrovamento fortuito di un’antica statua bronzea,  prodotto originale dell’arte greca di epoca classica, risalente forse al IV secolo a. C. e attribuibile alla scuola del grande Prassitele, soprannominata “Satiro danzante”.
L’opera rappresenta appunto un satiro, secondo la mitologia della Grecia antica, un essere mitologico al seguito del corteo orgiastico del dio Dioniso.

Il ritrovamento della statua inizia nella primavera del 1997,
quando il peschereccio “Capitan Ciccio” ripesca casualmente dai fondali
di Mazara del Vallo la gamba di una scultura bronzea.

Nella notte fra il 4 e il 5 marzo 1998 lo stesso peschereccio riporta a galla il corpo privo dell’altra gamba e delle braccia. 
Il ritrovamento fa tanto scalpore che la statua, dopo il restauro, viene esposta a Roma presso la Camera dei Deputati e nel 2005 rappresenta l’Italia all’Expo Universale di Aichi in Giappone.

Secondo la Soprintendenza del Mare della Sicilia potrebbe provenire dal relitto di una nave ellenica che fece naufragio nel Canale di Sicilia, tra Pantelleria e Capo Bon in Tunisia, tra il III e il II secolo a.C.
L’opera di circa 2,5 metri di altezza, è ospitata dal 2005 presso il Museo del Satiro Danzante di Mazara del Vallo, dalla fine del restauro effettuato dall’Istituto Centrale per il Restaro di Roma.

Particolare della statua del Satiro Danzante

Il museo del Satiro danzante dista circa 18 minuti dalla Tenuta Gorghi Tondi, Un’ottima occasione per unire una visita al Satiro alle proposte di enoturismo e alle degustazioni in cantina.

Qui sono esposti anche reperti provenienti dalle acque del canale di Sicilia, fra cui il frammento bronzeo di zampa di elefante di epoca punico-ellenistica, un calderone bronzeo di epoca medievale, una selezione di anfore da trasporto di epoca arcaica, classica, ellenistica, punica, romana e medievale. Sono esposti anche due cannoni in ferro provenienti da Torretta Granitola, da cui provengono alcuni capitelli corinzi e ionici anch’essi esposti.

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