Ci sono vitigni che attraversano il tempo senza mai perdere davvero la propria voce. Il Perricone è uno di questi.
Per molti anni è rimasto ai margini del racconto del vino siciliano contemporaneo, oscurato dalla notorietà di altre varietà più diffuse e “internazionali” nel gusto e nella comunicazione. Eppure, nella Sicilia occidentale, il Perricone ha rappresentato per generazioni una presenza fondamentale del paesaggio agricolo e della cultura del vino.
Oggi questa varietà storica sta vivendo una nuova stagione. Non come semplice recupero nostalgico del passato, ma come espressione moderna e autentica di un territorio che continua a evolversi senza rinunciare alla propria identità.
Per Tenuta Gorghi Tondi, il Perricone non è soltanto un vitigno autoctono: è una delle chiavi più interessanti per raccontare la Sicilia occidentale contemporanea.
Il Perricone: una storia profondamente siciliana
Conosciuto in alcune aree dell’isola anche con il nome di Pignatello, il Perricone è una delle più antiche varietà a bacca nera della Sicilia occidentale. Tra Ottocento e Novecento era particolarmente diffuso nelle province di Trapani e Palermo, in un territorio storicamente vocato soprattutto alla coltivazione delle uve bianche.
Per lungo tempo ha rappresentato una presenza importante nei vigneti siciliani, grazie alla sua capacità di adattarsi al clima mediterraneo, alla ventilazione costante e ai terreni asciutti della costa occidentale dell’isola.
Con il passare dei decenni, però, il Perricone ha progressivamente perso spazio. Le esigenze produttive del mercato, la ricerca di varietà più semplici da coltivare e la crescente diffusione di vitigni internazionali hanno contribuito a ridurne drasticamente la presenza in vigneto.
Per anni è stato considerato un vitigno difficile, poco immediato, quasi dimenticato.
Ed è proprio questo che oggi lo rende così interessante.
Perché oggi il Perricone è tornato al centro dell’attenzione
Negli ultimi anni il mondo del vino ha iniziato a guardare con occhi diversi le varietà autoctone e i vini fortemente identitari. In questo contesto, il Perricone ha ritrovato spazio grazie alla sua personalità distintiva e alla capacità di raccontare il territorio in modo autentico.
Non è un rosso costruito sulla potenza.
Non cerca concentrazione esasperata o sovrastrutture stilistiche.
Il Perricone esprime invece una Sicilia più sottile, mediterranea e territoriale: fatta di spezie, macchia mediterranea, piccoli frutti scuri, tensione sapida e tannini presenti ma eleganti.
È un vino che richiede misura, sensibilità e conoscenza della varietà.
Ed è forse anche per questo che oggi viene scelto sempre più spesso da chi cerca vini meno omologati e più riconoscibili.
Un vitigno studiato e valorizzato da Tonino Guzzo
Tra le figure che hanno contribuito alla riscoperta contemporanea del Perricone c’è anche Tonino Guzzo, storico enologo di Tenuta Gorghi Tondi.
Nel corso della sua lunga esperienza in Sicilia, Guzzo ha lavorato e vinificato il Perricone in territori molto diversi dell’isola, approfondendone negli anni il comportamento agronomico ed enologico. Un lavoro silenzioso ma importante, che ha contribuito a restituire dignità e prospettiva a una varietà che rischiava di scomparire.
La convinzione che il Perricone meritasse una nuova attenzione nasce proprio dalla sua capacità di esprimere il territorio con autenticità, senza artifici.
In Tenuta Gorghi Tondi questa visione ha trovato un contesto particolarmente favorevole.
Il Perricone e la viticoltura del mare
I vigneti di Tenuta Gorghi Tondi si trovano nella Sicilia sud-occidentale, tra il Mediterraneo e l’oasi WWF Lago Preola e Gorghi Tondi, in un ambiente caratterizzato da biodiversità, ventilazione costante e forte influenza marina.
Qui il mare non è soltanto un elemento paesaggistico: entra direttamente nel carattere del vino.
Le brezze mitigano le temperature, la luce intensa accompagna la maturazione delle uve e i terreni calcarei e sabbiosi contribuiscono a definire vini dalla grande tensione gustativa. È in questo equilibrio tra sole, vento e salinità che il Perricone trova una delle sue espressioni più contemporanee.
Una viticoltura che Gorghi Tondi definisce “viticoltura del mare”: un approccio che interpreta il Mediterraneo non come sfondo, ma come elemento vivo dell’identità del vino.
Perrì: l’interpretazione di Tenuta Gorghi Tondi
Da questa visione nasce Perrì, il Sicilia DOC Perricone Biologico 2024 di Tenuta Gorghi Tondi. Perrì è un Perricone in purezza che entra a far parte della Collezione Maioliche, la linea dedicata ai vitigni identitari della Sicilia e alla loro interpretazione più autentica.
Anche l’etichetta di Perrì porta la firma di Maurizio Scianna, noto ceramista di Bagheria che ha già realizzato le illustrazioni delle etichette di Midor e Dumè, gli altri vini della Collezione Maioliche.
Il linguaggio visivo richiama il patrimonio decorativo siciliano reinterpretandolo in chiave contemporanea, trasformando ogni bottiglia in un racconto che unisce vino, territorio e cultura artigianale. Un dettaglio che rafforza ulteriormente il legame tra Perrì e la Sicilia occidentale, non soltanto attraverso il vino, ma anche attraverso i suoi simboli estetici più identitari.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: raccontare il volto più elegante e territoriale della varietà, rispettandone il carattere naturale senza eccessi stilistici.
Le uve provengono dai vigneti aziendali di Mazara del Vallo, coltivati in biologico certificato all’interno di un ecosistema unico per biodiversità e vicinanza al mare. Dopo la fermentazione in acciaio e una lunga macerazione, il vino affina in grandi botti di rovere francese e successivamente in bottiglia, sviluppando un profilo che unisce intensità mediterranea, equilibrio e freschezza espressiva.
Nel calice, Perrì racconta una Sicilia diversa da quella più stereotipata: meno opulenta, più raffinata, salina e contemporanea.

Un rosso siciliano da riscoprire
Parlare oggi di Perricone significa parlare di memoria agricola, biodiversità, identità territoriale e futuro del vino siciliano.
Significa scegliere di valorizzare una varietà storica senza trasformarla in una moda passeggera.
Significa credere che il vino possa ancora essere espressione autentica di un luogo preciso.
Per Tenuta Gorghi Tondi, il Perricone rappresenta esattamente questo: un ponte tra storia e contemporaneità, tra cultura del territorio e nuova sensibilità del vino mediterraneo.
E forse è proprio questa la sua forza più grande.