UNA STORIA DI FAMIGLIA

L'eccellenza grillo

Gorghi Tondi dedica al vitigno Grillo buona parte dei propri vigneti (quasi il 40%), situati in parte all’interno della Riserva Naturale WWF Lago Preola e Gorghi Tondi, e in parte affacciati sul mare, dove l’elevata escursione termica giorno-notte, l’azione “aerosol” della brezza marina e le mutevoli condizioni climatiche risultano favorevoli all’ottima qualità e alle innumerevoli declinazioni dei vini realizzati con questa varietà.

Freschezza, intensità aromatica, mineralità e sapidità, questi i segni distintivi del Grillo della Tenuta Gorghi Tondi, patrimonio di un territorio unico, magicamente esaltato da una sapienza produttiva antica e artigianale. Per Gorghi Tondi, il Grillo è il vitigno emblematico di un’intera produzione vitivinicola, molto versatile e in grado di dar vita a vini eleganti e poliedrici: dalla versione spumante in versione Brut del Palmarès, a quella ferma e ”fresca” del Coste a Preola Grillo, fino all’espressione della vigna “vecchia” nel Kheiré, il nostro cru.
Da questa stessa varietà, inoltre, Gorghi Tondi produce due vini unici nel panorama enologico della regione: il Grillodoro, unico vino muffato siciliano, ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmature e attaccate dalla Botrytis Cinerea, la cosiddetta muffa nobile, che si forma nel vigneto affacciato sul mare, e il vino senza solfiti aggiunti, Gilletto, che, grazie all’assenza di anidride solforosa in tutte le fasi di produzione, e all’utilizzo di lieviti indigeni, esprime la varietà Grillo nella sua purezza.
Cinque interpretazioni diverse dello stesso, straordinario vitigno passe-partout per un’esperienza emozionante, carica di suggestioni che traducono nel calice i sapori e i profumi più intensi della Sicilia autentica. Il Grillo è quindi l’autoctono di Gorghi Tondi per antonomasia, tanto da poter essere considerato l’anima stessa della filosofia produttiva.

Un po’ di storia

Dopo anni di lunghe e appassionate ricerche, qualche anno fa gli esperti hanno finalmente trovato una risposta: il Grillo è un incrocio relativamente recente tra due varietà siciliane, il Cattarratto e lo Zibibbo.

Seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara; raccolto a 27 agosto dello stesso anno; seminato in vaso a 3 marzo 1870 e nato verso il 20 maggio.

Così, recita il diario del Barone Antonino Mendola, agronomo, ampelografo e produttore di vino marsala, nonché padre, a tutti gli effetti, della varietà Grillo, e che prosegue:

Nel 1871, osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie, trassi una piccola mazza e la innestai nel febbraio 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera, onde affrettare la fruttificazione, e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno 1874.

La storia del Grillo si intreccia, così, a doppio filo con quella del vino marsala, che il Barone tentava di rendere più aromatico. Un intento pienamente riuscito, a vantaggio della nuova varietà, che divenne uno dei vitigni preferiti per la produzione del celebre vino liquoroso siciliano, e lo rimase per buona parte del XX secolo.
Tuttavia, alla fine del ‘900, il declino del vino marsala comportò una drastica riduzione degli ettari vitati a Grillo. Oggi, grazie anche ad alcuni produttori illuminati, questo nobile vitigno ha ritrovato il consenso di critica e consumatori.

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